BASTA SAPERSI
INFORMARE
Del resto…”Avete ancora la libertà di pensare”
La comunicazione è l’anima dell’uomo.
Nella comunicazione affondano le più profonde radici dello spirito di sopravvivenza, grazie alla comunicazione nascono i rapporti interpersonali alla base della società, dalla comunicazione e dalla condivisione dei pensieri fioriscono la più alte espressioni della mente umana.
Per l’uomo, comunicare è vivere.
Ma allo stesso tempo, senza l’uomo la comunicazione non può esistere.
Fatti, emozioni, opinioni cessano di avere significato in assenza di un mittente e di un destinatario, e da potenziale notizia ogni evento si trasforma in muta parentesi destinata all’immediato oblio. Il significato profondo dell’informazione risiede perciò nel sottrarre al silenzio istanti di tempo e nel prolungarli e propagarli attraverso i pensieri del pubblico che la riceve.
Ma in che modo, durante tutte le tappe che portano l’informazione dalla sua fonte all’utente finale, essa cambia? È possibile parlare d’informazione pulita, d’informazione manipolata, di libertà d’informazione?
A causa della naturale propensione umana a rielaborare i dati acquisiti, l’alterazione dei contenuti di una notizia è connaturata alla dinamica stessa della trasmissione dell’informazione; per questo motivo, qualsiasi evento trasmesso da una persona ad un’altra risulterà, in modo più o meno evidente, manipolato.
In tal modo è, per definizione, esclusa l’esistenza di un’informazione “pura”. Ciò non implica però l’impossibilità di stabilire una linea di demarcazione tra “innocua” opinione personale e manipolazione “nociva” su una notizia; il confine non sempre è facile da delineare, e molto spesso non possono essere leggi scritte a definirlo: è un compito affidato al buon senso del singolo giornalista o editore, vincolato soltanto da un poco restrittivo codice deontologico.
La necessità di informarsi appare quindi in contrasto con la difficoltà nel procurarsi una fonte non soggetta ad alterazioni; difficoltà che sembra aumentare enormemente in una società nella quale l’informazione è utilizzata come potente strumento politico, e nella quale il descritto limite del buon senso è sovente prevaricato da interessi economici. L’informazione, nata quindi direttamente dalla capacità umana di pensare e comunicare, assume in certe situazioni il paradossale ruolo di negare la libertà di pensiero.
Ciò non deve però indurre a pensare che informarsi risulti un’inutile spreco di tempo; per essere cittadino attivo, sia in contesto locale che su scale più vaste e ambiziose, è necessaria la conoscenza del proprio ambiente (sia esso il quartiere, la città, lo Stato o l’intero pianeta), dei suoi abitanti e delle relazioni al suo interno, della sua storia e delle sue prospettive future.
Le fonti d’informazione sono disponibili e molteplici, e mantenendo un vigile senso critico associato al vivo desiderio di acquisire conoscenze da canali differenti e non soltanto tradizionali, è possibile sviluppare una propria opinione personale indipendente.
Mantenere la propria libertà di pensare è un diritto che ciascun uomo deve difendere; come ci ricorda il monito di Giorgio Gaber, “avete ancora la libertà di pensare”.
Il Clan Orizzonte
versione pdf: capitolo
ottimo lavoro, bravi ragazzi! ed ora via con le serate di confronto, dibattito e condivisione.. chiunque è invitato..
Bravissimo a chi ha organizzato questo sito!
Complimenti a tutto il clan! Ottimo e interessante lavoro!
Ciao ragazzi!
Ho leto i vostri resoconti e noto che avete fatto un ottimo lavoro.
E grazie per la bella serata da Baloo che mi avete regalato…
Buona strada
Grizzly Operoso
(d.Davide Milani)
se vi va di dare un’occhio, guardate il livello della nostra libertà di informazione…
http://italiadallestero.info/archives/4285